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giovedì 10 giugno 2010

Recensione Critica

La figurazione nelle opere di Natascia Grazioli diventa pura intuizione. Figure dai lineamenti non “comuni”. Realtà che traggono dal mistero la loro forza. Sculture che si fanno portatrici di valori taciti racchiusi nella mente dell’Artista. A caratterizzare le opere di Natascia Grazioli è una continua ricerca tesa ad esplorare realtà non ancora conosciute. La psiche si disgrega e vaga nei labirinti del “non noto”. Un lungo processo di sintesi mirata ad analizzare l’opera alienandola dal contesto comune e ricollocandola in un universo che trova in nuove realtà la sua essenza. Quello che l’Artista fa attraverso la materia lo definirei unico nel suo genere. Le sue figure nascondono dubbi amletici. Figure dai volti misteriosi e dai lineamenti oscuri. Il Significante che l’Artista vuole trasmettere va oltre la banalità della rappresentazione. L’astante deve cercare di leggere l’opera andando oltre la forma. Una cromia che si fa essenziale al fine di valorizzare il Significato dell’opera. Una cromia che quasi si annulla. L’alienazione cromatica ha il fine di riportare in scena quei valori e sentimenti “altri” che costituiscono il plus concettuale del quale l’Artista si fa portavoce. Un’Arte dunque che ha nell’eleganza aristocratica e nella dinamicità concettuale i suoi punti di partenza, fino ad arrivare ad un estremo processo in cui il linguaggio comunicativo diventa l’elemento principe.
Salvatore Russo

sabato 27 marzo 2010

Charlie Chaplin


Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi...

venerdì 26 marzo 2010

Couché du soleil


y avait ce soir un couché du soleil splendide
il semblait fait il guette pour nous artistes!

giovedì 4 marzo 2010

Proverbi 18:24


"esistono compagni disposti a spezzarsi l'un l'altro,
ma esiste un'amico che si tiene più stretto di un fratello"

Le Portrait


La Maladie et la Mort font des cendres
De tout le feu qui pous nouse flamboya.
De ces grands yeux si fervents et si tendres,
De cette bouche où mon coeur se noya,

De ces baisers puissants comme un dictame,
De ces transport plus vifs que des rayons,
Que reste-t-il? C'est affreux, ô mon âme!
Rien qu'un dessin fort pâle, aux trois crayons,

Qui, comme moi, meurt dans la solitude,
Et que le Temps, injurieux vieillard,
Chaque jour frotte avec son aile rude...

Noir assassin de la Vie et de l'Art,
Tu ne tueras jamais dans ma mémoire
Celle qui fut mon plaisir et ma gloire!

Charles Baudelaire

martedì 2 marzo 2010

Dj et moi


Ecco la malinconia passa attraverso come pioggia, portando via ogni incertezza, la vita appare più leggera nel suo svolgersi quotidiano.
Ma il cuore non ce la fa più, c'è tanto dolore nel mondo e lui lo sente...si riempie di candida passione e ti cerca....amico mio che ora non sei più.
La tua voce risuona come un'eco in queste stanze vuote, la tua musica ti fa rivivere. Echeggiando da muro a muro si compone una nuova melodia, l'amore è immenso tra due fratelli e sopravvive anche oltre la morte.

sabato 2 gennaio 2010

La Tela




Dolce strazio, blu desiderio
incessante m’esondi di colore


Mescolando il rosso all’oro
con coriandoli di cielo


pennellata dopo pennellata

martedì 29 dicembre 2009

Madre

Madre
mi hai donato vita
amore, passione per l’arte

Madre
velata di mistero
ricca di cuore
una donna, un fiore

Madre
anche tu figlia e nipote
devota, semplice perfetta

Madre
che hai sacrificato la tua vita
per insegnarci il tutto
a te

venerdì 8 dicembre 2006

Recensione Critica

“Quale maggior solco, intagliato nell'anima
se non il sogno di un ruscello nel deserto,
oppure quello del volo in una gabbia.
da "Gabbie dentro altre gabbie”
di Elton Kalica

Anche l'artista produce sogni che esprimono talvolta cifre espressive
più intense della realtà stessa.
Anzi egli impersona il sogno per eccellenza, l'utopia appunto di un ruscello che sgorga fecondo nell' aridità della vita quotidiana che metaforicamente è una gabbia, un limite di confine dove tutti lottano per emergere contro ogni avversità. Attraverso questo territorio semantico vola tuttavia la fantasia umana che in questa occasione viene espressa da una giovane scultrice: Natascia Grazioli.
Ho avuto la possibilità e il piacere di seguire attentamente la recente evoluzione artistica di Natascia, apprezzando ne le doti umane, l'innata sensibilità e la notevole capacità creativa.
Nel corso del tempo, parallelamente all' affinamento tecnico, si è evidenziato ed è progressivamente maturato il suo concetto estetico che tiene conto degli insegnamenti dei maestri del passato come delle principali istanze culturali del nostro tempo.
Il linguaggio dell' artista, pur radicato nella nostra tradizione figurativa, si spinge oltre questi confini mentali ricercando soluzioni iconografiche anche prossime sovente all' astrazione.
Gli esiti formali sono interessanti soprattutto nelle opere più recenti dove la progettazione non è scontata e l'anatomia viene progressivamente interpretata e dissolta seguendo l'ispirazione del momento. Le forme sempre più libere e leggere non mostrano il peso della loro complessa elaborazione e ci comunicano spontaneamente delle emozioni.
Un'umanità eterogenea, spesso dolente, viene rappresentata attraverso una modellazione vigorosa, fatta di rapidi tratti e la sintesi strutturale è precisa ed attenta. È importante anche sottolineare l'uso efficace della policromia che conferisce alle forme un fascino particolare personalizzandole ulteriormente.
Il risultato finale, maturato con grande volontà, ha una sua precisa identità e per lei un significato esistenziale profondo. Le sculture sono equilibrate, piene di simbologie ed in esse vi è spesso una sorta di idea primaria, in embrione, di arte intesa nella sua valenza catartica svincolata quindi dai canoni estetici comuni,
capaci di elevarci oltre i limiti della materia, dell'umile creta.
È un' arte che non vuole imporsi, non mira ad abbacinare ma ad attrarre sottilmente l'osservatore verso l'universo dello spirito,
luogo privilegiato d'incontri e comunicazioni umane.
Andrea Jori